La bolla che scopp – IA


È tempesta perfetta sui mercati azionari, a partire dai settori tecnologici.

Stanno convergendo in pochi giorni: tensioni geopolitiche, valutazioni errate, incertezze globali e una crepa che fa tremare i mercati.

Il campanello d’allarme cinese: un crollo verticale da circa 480 miliardi di dollari. Anni di corsa inarrestabile, aziende sopravvalutate e crescenti barriere commerciali sui mercati esteri hanno tirato il freno a mano due giorni fa a buona parte del mercato orientale.

In seconda battuta è arrivata una triplice incertezza elettorale: in Brasile la vittoria a sorpresa di Lula ha scatenato vendite immediate sul mercato locale, con scommettitori che avevo puntato sul favorito Bolsonaro che adesso è in fuga negli Usa.
In Israele Netanyahu ha vinto, sì, ma senza una maggioranza e nel paese, già attraversato da una lunga revisione interna, si rischia l’impasse.
Negli Usa sono alle porte le Midterm, e Trump rischia di perdere il controllo di almeno una delle due Camere, questo alimenta la volatilità a Wall Street.


L’IA a debito, comunque, si era capito, non poteva funzionare a lungo: i colossi del settore Big Tech erano intrappolati in una corsa agli “armamenti tecnologici” per dominare la nuova bestia dell’intelligenza artificiale e si sono spinti troppo oltre, così per finanziare infrastrutture imponenti (come i famosi data center e i centri di ricerca) e superare i concorrenti, ma anche per fornire servizi Ai a tutto il pianeta (governi inclusi) si sono indebitati oltre le proprie capacità finanziarie di breve-medio periodo.


Ancora, come se non bastasse, è arrivato anche il contraccolpo sulle Cripto, con un attacco hacker subito da Binance (piattaforma di scambio) nelle ultime ore che ha destabilizzato ulteriormente gli andamenti.

Nel frattempo nei mercati più tradizionali, come quelli europei, la Germania è da mesi succube di una crescita economica zavorrata, che ha già rallentato tutta la UE e, internamente, è costretta a fare i conti con le provocazioni di Afd.
La Francia è nel pieno caos sociale ed economico dopo lo scricchiolio del sistema di welfare/pensioni. In Italia, nonostante le tante misure adottate dal governo, continua a calare il potere d’acquisto, il sostegno alla popolazione deve crescere, ma i soldi non bastano, e quindi si fa una manovra economica inevitabilmente ristretta, mentre le piazze si riempiono di manifestazioni.


Infine ci sono sempre le guerre in corso e le tensioni internazionali diffuse, e i problemi politici interni dei vari paesi: vedesi il caso di oggi in Polonia.
E sempre a causa di conflitti e sfere d’influenza le catene di approvvigionamento di merci e carburanti sono ancora più in difficoltà.

Con i mercati così nervosi e deboli in tutti i comparti, e l’economia rallentata, la fragilità è diventata sistemica. E quando a crollare è il settore su cui tutti avevano scommesso per continuare a salire, il risultato è semplice: la bolla scopp-IA.

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