Cosa ci stiamo perdendo in Italia per essere così presuntuosi da pensare, talvolta, di non poter dare i natali ad altre band con aspirazione internazionale e ritenere che “non ci sarà mai più la stessa musica di una volta”? É un pensiero che si ripete velenosamente, senza accorgerci che stiamo falciando i sogni dei più giovani, ne sono, ormai, convinto. Dovremmo solo togliere le bende dagli occhi, ascoltare i potenziali piccoli giganti che esistono in giro (e che non abbiamo avuto l’umiltà di capire, il tempo di cercare, la fortuna di incontrare) e che andrebbero fatti salire su qualsiasi podio per iniziare ad apprezzarli un po’ di più. Il mercato non ci aiuta granché nella ricerca, per carità, e certe cose forse non ci vanno nemmeno più bene come prima, ma che importa di tutto ciò quando quel sound di qualche anno fa, mettilo come vuoi, è gradevolissimo anche oggi? Ci sono diverse generazioni che lo vorrebbero ancora sulla piazza e, sono abbastanza sicuro, moltissimi giovani apprezzerebbero più di quanto ci si aspetti. Una volta scovata la giusta mescola, la voglia di tendere e abbandonarsi alla perfezione di deliziose sonorità, quella cura spasmodica per i dettagli, possiamo persino fare un salto (di ottima qualità) nel passato non scaduto, smaltato e tirato a nuovo: io ne sarei non troppo sommessamente felice. E quanti di voi vorrebbero, di tanto in tanto, tornare a fare due passi da adolescenti sui marciapiedi degli stupendi anni ‘80/’90/’00?

I Masseduction non si sono mai infilati nel comodo wormhole del futuro post-adolescenziale e penso che l’universo li abbia premiati con grandi capacità. Sono rimasti lì, fermi ad aspettare all’incrocio del bus a Oxford Circus, sicuri che del passato vi sarebbe stata rinnovata necessità, per portare nella loro musica una linfa dissetante che cola spensieratezza e bellezza da ogni croma, peculiarità decisamente assente nelle produzioni degli anni più recenti. Nascono casualmente nel 2021, incontrandosi su un social e iniziano a collaborare su una reinterpretazione di “NDA” di Billie Eilish e poi con una cover di “Bells in Santa Fe” di Halsey, ma qualche tempo dopo, si guardano in faccia mentre passeggiano su uno di quei marciapiedi delle grandi e fottutissime città irradiate da insegne pubblicitarie luminose e scoprono che insieme sanno confezionare un groove spontaneamente pazzesco, tipico dei veri addestratori di strane bestie musicali scappate dagli zoo del new wave rock nord europeo e, alla fine, piazzano la loro prima bandierina con il singolo “Eager Eyes” nel cui video, durante i primi secondi, iniziano proprio a sfrecciare e camminare tra le strade, ai bordi delle quali, decanta il frontman: “Dressed to the nines, people wait for their turn, The bouncers who play God can’t stop my eager eyes”. Le distorsioni, la voce e tutto quello che ci sarebbe da ascoltare, ma che scorre liscio già così, son fin troppo british per essere fatti da italiani e non piacere, ma vi devo contraddire: i Masseduction sono italiani e non solo iniziano i pezzi camminando, ma finiscono i brani “strisciando sul pavimento” come dei veri rocker inglesi bohémien. Nella successiva “Blame”, provano anche a farci gattonare, e ci ripetono non faticosamente in faccia qual è la loro missione nei nostri confronti nei versi: “Cause you’re a nobody, ain’t you? Always begging for some fame” – e ancora “And you’re running out of time, So pack up your vanity”, che schiaffo ragazzi! Attenzione, i Masseduction non hanno cattive intenzioni, non si smazzano solo per diventare famosi, e sono veri e autentici più che mai, ne abbiamo un’altra cartina di tornasole nella loro “Bad intentions” in cui giocano il ruolo di chi ti aumenta la dopamina nel sangue, sì, ma la loro è tutta “droga buona” vi assicuro, niente che non sia onda sonora naturale e meravigliosamente adrenalinica, niente di illegale, solo pura gioia libidica. Se non vi ho messo abbastanza pressione addosso, suggerisco, in definitiva, di provare a iniziare una dipendenza da Masseduction assumendo qualche dose della loro “Pressure” e son sicuro che dopo non riuscirete più a fare a meno di loro e ripeterete “I just can’t stand the pressure of blood flowing in action, our bodies naked in the bedroom”.