Alice Isnardi fonde voce, violino e trap


La prima cosa che ho pensato quando ho ascoltato Alice Isnardi è che sarebbe stato davvero difficile recensirla e commentare i suoi brani, prima di tutto perché siamo davanti a un’artista che sa usare molto bene la sua voce, nonostante la giovanissima età. E io, che non so cantare e, a malapena so ascoltare, non ho certo le carte in regola per esprimere un giudizio sulla sua ottima voce. Poi, c’è un altro grande problema, Alice, essendo a mio parere un’artista che può crescere veramente tanto perché varia e moderna e che sa bene come spostarsi facilmente da un genere all’altro, per esempio dal violino all’elettronica, o da una voce pop a un rap “sparatissimo” è, probabilmente, prima di tutto, un’artista in continua “Fuga” da se stessa e, in secondo luogo, dalle regole e dai generi, giusto per citare uno dei suoi titoli appena pubblicati e, per questo, difficilissima da inquadrare ed etichettare.

E menomale che, ormai, la musica, sembra tutta uguale. Alice Isnardi, invece, non è uguale ai tanti, lo è soltanto in qualche convenzione, in alcune sfumature, quel che basta per parlare un linguaggio musicale comprensibile ai suoi coetanei, ma è anni luce diversamente lontana dal resto del panorama indie. Riesce ad essere “l’artista di una volta” rimanendo moderna.

Se la volete seguire vi lascio qui il suo account Instagram

Aggiungerei che nella maggior parte dei pezzi i bassi sono sempre belli e carichi, e quindi, dopo due secondi ti senti risucchiato immediatamente nella trap, nel suono di oggi, nel mainstream odierno, perché stiamo parlando di una produzione, seppure ancora esigua, molto indie e “fresca”, con suoni che devono in qualche caso ancora arrivare sulla piazza, che sono ancora “nuovi” ma, mentre ascolti i pezzi e i testi, capisci che c’è di più.

Provate a dire il contrario dopo aver ascoltato la sua “Medusa” https://on.soundcloud.com/cLeuc

Capirete da soli che c’è della letteratura, della riflessione e una ribellione non totalmente compiuta quando, ad esempio, estraendo due frasi pescate quasi a caso dall’album sentirete: la “sua voce infinitesimale” che riesce a tirare fuori la grinta di di una donna che non “vuole essere bella per gli altri”.

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